Milano, 31 luglio (MEDIAMOLT) – The Italian Sea Group chiude il semestre con una posizione finanziaria netta consolidata del gruppo al 30 giugno risulta pari a 181,064 milioni di euro. Emerge dall’aggiornamento al mercato sulla situazione patrimoniale e finanziaria al 30 giugno 2026, nell’ambito dell’informativa richiesta dalla Consob ai sensi dell’articolo 114, comma 5, del Testo unico della finanza. Nel documento, il gruppo ricorda le principali tappe della crisi: l’avvio, il 16 marzo scorso, della procedura di composizione negoziata della crisi con richiesta di misure protettive, la successiva conferma da parte del Tribunale di Firenze, la presa d’atto da parte del consiglio di amministrazione dell’esistenza di perdite tali da ridurre il capitale sociale al di sotto del minimo legale e, infine, la richiesta di archiviazione della composizione negoziata presentata il 30 giugno. La Pfn comprende 148,231 milioni di debito bancario, interamente classificato a breve termine in conseguenza del mancato pagamento di alcune rate dei finanziamenti, 25 milioni di finanziamento soci concesso da GC Holding e 10,743 milioni di passività riconducibili all’applicazione dell’IFRS 16. Le disponibilità liquide si attestano invece a 2,91 milioni di euro, evidenziando un margine di liquidità estremamente contenuto rispetto all’indebitamento complessivo. Analoga la situazione della capogruppo TISG, la cui posizione finanziaria netta raggiunge 181,343 milioni di euro, con una liquidità disponibile pari a 2,631 milioni. Anche in questo caso il debito bancario, pari a 148,231 milioni, è interamente riclassificato tra le passività correnti. Particolarmente rilevante il capitolo dedicato ai debiti scaduti. A livello consolidato il totale raggiunge 257,726 milioni di euro, di cui 48,724 milioni di natura finanziaria, 75,487 milioni verso fornitori, 98,289 milioni verso società di factoring, 16,197 milioni di debiti tributari e 19,029 milioni di debiti previdenziali. La società precisa che il debito bancario complessivo ammonta a 148,231 milioni, dei quali circa 48,7 milioni risultano già scaduti, mentre le banche, pur avendo la facoltà di chiedere il rimborso immediato dell’intera esposizione, non hanno finora esercitato tale diritto nell’ambito delle interlocuzioni in corso. I debiti tributari e previdenziali saranno invece oggetto di una transazione fiscale con l’Agenzia delle Entrate e di piani di rateizzazione con gli enti competenti, ove possibile. Per la sola capogruppo i debiti scaduti ammontano a 249,207 milioni di euro, con una composizione sostanzialmente analoga a quella consolidata. Il documento dedica inoltre un capitolo alle iniziative promosse dai creditori. Dal 16 marzo scorso TISG ha ricevuto 37 decreti ingiuntivi per un valore complessivo di 2,353 milioni di euro. Di questi, 22 risultano già definiti, mentre sono ancora aperte diverse posizioni, tra opposizioni, trattative con fornitori, procedimenti promossi da società di factoring e richieste avanzate da ex dipendenti per il pagamento del Tfr. La controllata Celi Srl ha invece ricevuto due decreti ingiuntivi, entrambi già chiusi. La società ricorda inoltre che le misure protettive concesse dal Tribunale impediscono temporaneamente ai creditori di avviare o proseguire azioni esecutive o cautelari sul patrimonio aziendale per il periodo previsto dalla normativa. Tra le operazioni con parti correlate, emerge il nuovo finanziamento infruttifero da 25 milioni di euro concesso dall’azionista di controllo GC Holding Spa, deciso per rafforzare la struttura finanziaria dopo l’emersione di consistenti extracosti sulle principali commesse in corso. Il prestito non prevede interessi né commissioni, sarà rimborsato entro il 31 dicembre 2032 ed è subordinato ai crediti vantati dal pool bancario finanziatore. Contestualmente, la società segnala anche la cessazione del contratto di locazione con Santa Barbara relativo a un immobile utilizzato per attività commerciali e di rappresentanza. (red/mediamolt)
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