Milano, 7 ago. (MEDIAMOLT) – Il turismo italiano continua a crescere e cambia pelle. Da un lato aumenta il peso dei visitatori internazionali, dall’altro l’offerta ricettiva si sposta sempre più verso l’alto di gamma, mentre gli investitori concentrano l’interesse sugli hotel di lusso e sulle principali destinazioni urbane. È la fotografia scattata dall’ultimo “Hospitality Snapshot” realizzato dal dipartimento Research & Data Intelligence di Patrigest | Gabetti Group, che evidenzia come il settore continui a rappresentare uno dei principali motori dell’economia italiana.
Nel 2025 l’Italia ha registrato oltre 160 milioni di arrivi turistici, in crescita del 15% rispetto all’anno precedente, raggiungendo il livello più elevato mai registrato. Per il terzo anno consecutivo la componente internazionale ha superato quella domestica, rappresentando il 55% degli arrivi complessivi. Un’espansione che ha portato il turismo a generare circa 240 miliardi di euro di contributo al Pil nazionale e il 13,2% dell’occupazione. Secondo le stime di Enit, entro il 2035 il settore potrebbe arrivare a produrre oltre 282 miliardi di euro di valore economico, con un’incidenza prossima al 16% dell’occupazione.
“Il turismo italiano continua a dimostrare una straordinaria capacità di crescita e attrazione, sostenuto da una domanda internazionale sempre più forte e da un crescente interesse degli investitori verso il nostro Paese”, osserva Luca Dondi, amministratore delegato di Patrigest | Gabetti Group. Secondo Dondi, il mercato sta evolvendo verso prodotti e servizi di maggiore qualità, ma dovrà affrontare sfide strutturali legate al contesto geopolitico, al cambiamento climatico e alla necessità di investire in sostenibilità, innovazione e destagionalizzazione dell’offerta.
La ripresa del turismo è accompagnata anche dall’evoluzione delle modalità di accesso al Paese. Nel 2025 è diminuita la quota di visitatori stranieri arrivati in automobile o via mare, mentre sono cresciuti gli arrivi attraverso aeroporti e collegamenti ferroviari internazionali, confermando il ruolo strategico delle infrastrutture di trasporto. Secondo Nico Di Benedetto, Head of Alternative Investments di Great | Gabetti Group, la crescita degli aeroporti di Napoli, Catania, Palermo e Bari testimonia l’emergere di nuove geografie turistiche e apre ulteriori opportunità per il mercato immobiliare legato all’ospitalità.
Dal punto di vista delle destinazioni, il mare continua a rappresentare la principale motivazione di viaggio per gli italiani, con il 29% degli arrivi e il 37% delle presenze, mentre le grandi città si confermano la meta preferita dei visitatori internazionali, concentrando il 27% degli arrivi e il 22% delle presenze. Rispetto al periodo pre-pandemico, sono proprio le città ad aver registrato la crescita più marcata (+28%), seguite dalle località lacustri (+25%). Tra gli stranieri, gli incrementi più consistenti riguardano le grandi città (+39%), le destinazioni culturali e balneari (+36%) e i laghi (+33%).
Roma e Milano restano le principali destinazioni urbane del Paese, ma il report evidenzia anche la forte crescita di Bari e Palermo, mentre tra le località culturali Pisa mantiene il primato per numero di arrivi e Lucca emerge come la città con il maggiore incremento rispetto al 2019. “Il Sud è l’area più dinamica, con Bari, Palermo e le Eolie tra le destinazioni in maggiore crescita”, sottolinea Di Benedetto, evidenziando anche il crescente interesse verso esperienze autentiche e territori di nicchia come Lucca e Langhe-Roero.
È però sul fronte dell’offerta alberghiera che emerge una delle trasformazioni più significative. Il comparto evidenzia una netta polarizzazione verso il segmento premium: gli hotel a cinque stelle sono aumentati del 46% rispetto al 2019 e del 5% nell’ultimo anno, mentre le strutture a quattro stelle crescono del 13% sul periodo pre-pandemico e rappresentano oggi il 38% dei posti letto disponibili. All’opposto, gli hotel a una e due stelle continuano a diminuire, rispettivamente del 10% e del 9%, mentre il segmento tre stelle resta sostanzialmente stabile. Entro il 2029 sono previste circa 270 nuove aperture alberghiere, con Roma e Milano destinate a confermarsi i mercati più dinamici.
Anche il comparto extra-alberghiero continua a espandersi rapidamente. Gli alloggi in affitto sono cresciuti del 33% rispetto al 2019 e rappresentano oggi l’89% delle strutture ricettive del segmento e il 61% dei posti letto complessivi. L’incremento è sostenuto soprattutto dagli affitti brevi, che nei primi tre mesi del 2026 hanno generato oltre 144 milioni di pernottamenti prenotati attraverso piattaforme online in Europa, con l’Italia che si conferma il terzo mercato continentale dopo Spagna e Francia. Roma e Milano guidano il segmento urbano, mentre Venezia e Firenze risultano tra le città più redditizie grazie all’elevata occupazione e alle tariffe premium.
Parallelamente cresce l’interesse degli investitori istituzionali. Nel 2025 il volume complessivo delle transazioni alberghiere in Europa ha superato i 25 miliardi di euro, il livello più elevato dal 2019. L’Italia ha attratto investimenti per 2,2 miliardi di euro, collocandosi al quarto posto tra i principali mercati europei. Nei primi sei mesi del 2026 il comparto hospitality ha già raccolto quasi 1,2 miliardi di euro, confermando il proprio ruolo strategico nel mercato immobiliare nazionale. Circa l’85% degli investimenti ha riguardato hotel a quattro e cinque stelle, confermando la forte concentrazione sul segmento luxury e upper scale.
Milano si conferma il principale mercato italiano per volume di investimenti alberghieri, concentrando il 30% delle operazioni del primo semestre grazie, tra l’altro, all’acquisizione da parte di Covivio di un portafoglio di quattro alberghi per oltre 200 milioni di euro. Roma segue con oltre il 20% dei volumi, sostenuta da importanti operazioni core e value add. Cresce inoltre l’interesse verso mercati alternativi, con particolare attenzione alla costa siciliana, al Lago di Como e alle destinazioni alpine di lusso del Trentino-Alto Adige e della Valle d’Aosta.
Secondo gli analisti di Patrigest | Gabetti Group, il prossimo ciclo di sviluppo sarà sempre più guidato dalla domanda internazionale. “La crescita dei visitatori stranieri continuerà a trainare il mercato, mentre la domanda domestica tenderà a stabilizzarsi”, conclude Nico Di Benedetto. A incidere saranno anche gli effetti del cambiamento climatico, destinati a modificare progressivamente la distribuzione dei flussi turistici tra stagioni e territori, premiando le destinazioni capaci di offrire esperienze sostenibili, accessibili e resilienti. (ECO/MEDIAMOLT)
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