ROMA, 11 AGO – Resterà aperta anche a Ferragosto e sarà prorogata fino a domenica 30 agosto la mostra “Max Peiffer Watenphul. Pittore del Bauhaus”, ospitata alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma. Curata da Gregor H. Lersch, direttore del Museo Casa di Goethe, l’esposizione riunisce 80 opere e ripercorre l’intera vicenda artistica di Max Peiffer Watenphul, pittore tedesco legato all’esperienza del Bauhaus ma autore di una ricerca fortemente autonoma, che trascorse una parte importante della propria vita in Italia e morì a Roma nel 1976. La Galleria Nazionale resterà regolarmente aperta sabato 15 agosto, consentendo quindi di visitare anche durante la giornata di Ferragosto la mostra che avrebbe dovuto concludersi prima della nuova scadenza annunciata ora per il 30 agosto. L’esposizione approfondisce la figura di Peiffer Watenphul (Weferlingen, 1896 – Roma, 1976), protagonista di un percorso che attraversa alcune delle esperienze cruciali dell’arte europea del Novecento. Dalla formazione al Bauhaus di Weimar ai circoli d’avanguardia degli anni Venti, dai soggiorni italiani fino alla stagione veneziana del secondo dopoguerra, il pittore sviluppò un linguaggio personale, difficilmente riconducibile a una singola corrente. La mostra romana arriva dopo la retrospettiva che il Museo Casa di Goethe aveva dedicato all’artista nel 2023 e amplia quella ricerca attraverso un percorso di 80 opere che consente di seguire le diverse fasi della sua produzione, dalle prove giovanili agli anni del Bauhaus, fino ai paesaggi e alle nature morte realizzati in Italia e alla maturità. Al centro del progetto espositivo è proprio il rapporto, complesso e non convenzionale, di Peiffer Watenphul con il Bauhaus. La sua esperienza nella scuola fondata da Walter Gropius a Weimar non si tradusse infatti nell’adesione a un linguaggio rigidamente riconoscibile. L’artista assorbì piuttosto il carattere interdisciplinare di quella formazione per sviluppare successivamente una pittura indipendente. È questa dimensione a spiegare il sottotitolo scelto per la mostra, “Pittore del Bauhaus”: non soltanto l’appartenenza a una stagione fondamentale dell’avanguardia europea, ma il modo nel quale quell’esperienza continuò ad agire nella costruzione di una ricerca autonoma. Negli anni Venti Peiffer Watenphul frequentò gli ambienti dell’avanguardia e affiancò alla pittura un’intensa attività fotografica. Nei suoi scatti compaiono anche soggetti dalle identità queer, testimonianza di un interesse per persone e ambienti lontani dalle convenzioni sociali e culturali dell’epoca. Il rapporto dell’artista con la Germania cambiò radicalmente con l’avvento del nazismo. Nel 1937 una sua opera venne esposta nell’ambito della mostra sull'”Arte degenerata”, l’operazione con la quale il regime nazista mise all’indice una parte decisiva dell’arte moderna e delle avanguardie. Negli anni successivi Peiffer Watenphul viaggiò incessantemente, sviluppando un rapporto sempre più stretto con l’Italia. Città e paesaggi diventarono una componente fondamentale della sua pittura. Accanto ad essi, le nature morte consentono di osservare il progressivo consolidarsi di una poetica personale nella quale l’eredità delle avanguardie convive con un’attenzione particolare alla luce, all’atmosfera e alla dimensione emotiva dei luoghi. Un passaggio centrale è rappresentato dal periodo veneziano del secondo dopoguerra. È in questa fase che Peiffer Watenphul porta a maturazione uno dei linguaggi pittorici più autonomi e intensi della propria produzione. Venezia e l’Italia diventano così non semplicemente soggetti da rappresentare, ma luoghi determinanti nella definizione della sua identità artistica. Il percorso della Galleria Nazionale permette di leggere questa evoluzione senza separare rigidamente Peiffer Watenphul dalla storia del Bauhaus, ma al tempo stesso evitando di ridurne l’opera alla sola appartenenza alla celebre scuola tedesca. Ne emerge la figura di un artista che attraversò avanguardie, dittatura, guerra ed esilio culturale continuando a modificare il proprio linguaggio. La mostra è promossa e organizzata dalla Fondazione Max Peiffer Watenphul ETS, costituita nel 2025 con l’obiettivo di tutelare, studiare e diffondere l’opera dell’artista e contribuire alla valorizzazione del suo patrimonio culturale. È realizzata in collaborazione con il Museo Casa di Goethe, con il sostegno del Bauhaus-Archiv / Museum für Gestaltung di Berlino e con il patrocinio dell’Ambasciata della Repubblica Federale di Germania. La proroga fino al 30 agosto offre dunque altre settimane per riscoprire un autore rimasto a lungo meno noto al grande pubblico rispetto ad altri protagonisti dell’esperienza Bauhaus, ma la cui biografia e produzione restituiscono anche la complessità della cultura europea attraversata dalle avanguardie e poi sconvolta dal nazismo. “Max Peiffer Watenphul. Pittore del Bauhaus” è visitabile alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, in viale delle Belle Arti 131 a Roma. Il museo sarà regolarmente aperto anche il 15 agosto e la mostra resterà aperta fino a domenica 30 agosto. (ILMOHICANO).
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