MILANO, 26 AGO – Abercrombie & Fitch chiude il secondo trimestre dell’esercizio 2026 con vendite nette record per 1,3 miliardi di dollari, in crescita del 5% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, mettendo a segno il quindicesimo trimestre consecutivo di crescita. Il gruppo statunitense della moda ha registrato il miglior secondo trimestre della propria storia per entrambi i principali brand, con Abercrombie in aumento dell’8% e Hollister del 2%. Alla luce dei risultati, la società ha aggiornato al rialzo le previsioni per l’intero esercizio, indicando ora una crescita delle vendite intorno al 5% e un utile netto per azione diluita compreso tra 13,10 e 13,60 dollari.
Nel trimestre terminato il primo agosto, le vendite nette si sono attestate a 1,267 miliardi di dollari, rispetto agli 1,209 miliardi dello stesso periodo del 2025. Le vendite comparabili sono rimaste complessivamente stabili. A livello geografico la crescita ha interessato tutte le principali aree in cui opera il gruppo: le Americhe hanno segnato un incremento del 5% a 1,021 miliardi di dollari, l’area Emea del 2% a circa 202 milioni e l’Asia-Pacifico del 19% a 44,2 milioni. Le vendite comparabili sono cresciute dell’1% nelle Americhe e del 13% nell’Apac, mentre nell’Emea hanno registrato una flessione del 4%.
Sul fronte dei marchi, Abercrombie ha raggiunto vendite per 596,8 milioni di dollari, l’8% in più rispetto ai 551,9 milioni dello scorso anno, con vendite comparabili in crescita del 4%. Hollister ha totalizzato invece 669,9 milioni, contro 656,7 milioni nel secondo trimestre 2025, con un incremento del 2%, mentre le vendite comparabili sono diminuite del 3%.
La redditività ha registrato un miglioramento più marcato. L’utile operativo è salito a 253 milioni di dollari, dai 207 milioni dello stesso trimestre del 2025, e il margine operativo si è attestato al 19,9%, contro il 17,1% riportato un anno prima. L’utile netto per azione diluita ha raggiunto 4,17 dollari, rispetto ai 2,91 dollari del secondo trimestre 2025. I risultati includono circa 100 milioni di dollari di rimborsi relativi ai dazi IEEPA, contabilizzati come riduzione del costo del venduto.
“Abbiamo realizzato vendite nette record nel secondo trimestre e il nostro quindicesimo trimestre consecutivo di crescita”, ha commentato l’amministratrice delegata Fran Horowitz, sottolineando come l’andamento sia stato sostenuto da entrambi i brand e dalle diverse aree geografiche, con un’accelerazione nelle Americhe e segnali di miglioramento nell’Emea. Horowitz ha evidenziato inoltre il record di vendite trimestrali raggiunto da entrambi i marchi e la crescita dell’8% di Abercrombie.
Nei primi sei mesi dell’esercizio le vendite nette del gruppo hanno raggiunto 2,381 miliardi di dollari, rispetto ai 2,306 miliardi dello stesso periodo del 2025. L’utile operativo è salito a 341,5 milioni da 308,2 milioni e l’utile netto attribuibile ad Abercrombie & Fitch si è attestato a 250,9 milioni, rispetto ai 221,8 milioni dell’anno precedente. L’utile diluito per azione dei primi sei mesi è passato da 4,47 a 5,59 dollari.
Il gruppo continua parallelamente a utilizzare la propria liquidità per investimenti e remunerazione degli azionisti. Nel secondo trimestre sono state riacquistate 2 milioni di azioni per circa 177 milioni di dollari. Dall’inizio dell’esercizio i buyback hanno raggiunto 282 milioni, con 3,2 milioni di titoli riacquistati, pari a una riduzione del 7% delle azioni in circolazione rispetto all’inizio dell’anno. Restano inoltre disponibili 568 milioni nell’ambito del programma di riacquisto autorizzato nel marzo 2025.
Al primo agosto Abercrombie & Fitch disponeva di 628 milioni di dollari tra cassa e disponibilità equivalenti, rispetto ai 760 milioni di fine gennaio, mentre le scorte erano pari a 592 milioni. La liquidità complessiva, considerando anche la capacità disponibile sulla linea di credito revolving, era di circa 1,1 miliardi di dollari.
Abercrombie & Fitch si aspetta ora vendite nette in crescita di circa il 5%, rispetto alla precedente forchetta compresa tra il 3% e il 5%. Il margine operativo è previsto tra il 14,5% e il 15%, nettamente sopra il precedente intervallo del 12-12,5%, mentre l’utile netto per azione diluita è atteso tra 13,10 e 13,60 dollari, contro la precedente previsione di 10,20-11 dollari.
Sale anche l’impegno sul buyback: la società prevede ora riacquisti di azioni per almeno 500 milioni di dollari nell’esercizio, rispetto ai circa 450 milioni indicati in precedenza. Gli investimenti sono attesi intorno ai 250 milioni, contro i 225 milioni della precedente guidance. Sul fronte della rete fisica il programma resta invece sostanzialmente invariato, con circa 50 aperture e 20 chiusure, per un saldo netto di circa 30 nuovi negozi, oltre a circa 80 interventi di ristrutturazione e ridimensionamento degli store.
Per il terzo trimestre il gruppo prevede una crescita delle vendite compresa tra il 5% e il 6%, un margine operativo tra il 13% e il 14% e un utile netto per azione diluita compreso fra 2,90 e 3,20 dollari. Sono inoltre programmati almeno 100 milioni di dollari di riacquisti di azioni nel trimestre. (MEM/LF/MEDIAMOLT)
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