MILANO, 27 AGO. – Riapre venerdì 28 agosto, dopo la pausa estiva, il Museo d’arte della Fondazione Luigi Rovati di Milano. Gli spazi di Corso Venezia 52 tornano accessibili con i consueti orari, dalle 10 alle 19, con ultimo ingresso alle 18, e con le due mostre in corso visitabili fino al 4 ottobre.
Al Piano Nobile prosegue “Storia di un gesto. Il mito di Meleagro dall’arte classica a Warburg, a Picasso”, curata da Salvatore Settis e prorogata fino al 4 ottobre. Al centro dell’esposizione è la prima presentazione al pubblico della fronte di un sarcofago romano databile al 170-180 d.C., raffigurante la Morte di Meleagro e altri episodi del mito. L’opera, proveniente dalla collezione Brenta-Torno, viene presentata insieme ai due rilievi laterali originali conservati al Museo Archeologico Nazionale di Firenze, riuniti per la prima volta in un confronto diretto.
La mostra segue anche la storia di un gesto di disperazione, quello della figura con le braccia protese all’indietro, dall’arte romana alla sua ricomparsa nel Medioevo e fino all’età moderna. Il percorso attraversa opere e modelli che vanno dalla “Strage degli Innocenti” di Nicola Pisano alla “Lamentazione” di Giotto nella Cappella degli Scrovegni, fino a “Guernica” di Pablo Picasso, mettendo al centro anche le ricerche di Aby Warburg sulla sopravvivenza delle forme espressive dell’antico e il concetto di “Pathosformel”. Il percorso comprende inoltre tre tavole del “Bilderatlas Mnemosyne” nella ricostruzione di Axel Heil e Roberto Ohrt.
Alla mostra sono collegati due appuntamenti con la visita guidata “Leggere il mito”, in programma il 13 e il 27 settembre alle 17.30. Il percorso prende avvio dal sarcofago di Meleagro per ricostruire il mito attraverso le differenti versioni tramandate dagli autori antichi, da Omero a Ovidio.
Al Piano Ipogeo resta invece aperta fino al 4 ottobre “Gli Etruschi e l’Olanda. A/R dei bronzi Corazzi”, realizzata in collaborazione con il Rijksmuseum van Oudheden di Leida, il MAEC – Museo dell’Accademia Etrusca e della Città di Cortona e il Comune di Cortona. L’esposizione riporta eccezionalmente in Italia un nucleo di bronzi etruschi appartenuti alla collezione cortonese Corazzi e oggi conservati a Leida.
Il progetto approfondisce, attraverso i reperti e una selezione di volumi, la storia delle opere, la loro fortuna critica e il ruolo svolto dal collezionismo privato nella formazione e nella trasmissione del patrimonio culturale tra Italia ed Europa.
Domenica 6 settembre torna inoltre la “Domenica al museo”, con ingresso gratuito alla Fondazione Luigi Rovati nell’ambito dell’iniziativa che coinvolge musei e parchi archeologici ogni prima domenica del mese.
La programmazione di settembre comprende infine l’uscita, l’11 settembre, di “L’arte che cura. Nuove evidenze scientifiche” di Daisy Fancourt, docente di psicobiologia ed epidemiologia allo University College London. Il volume, edito dalla Fondazione Luigi Rovati, raccoglie e analizza le ricerche sviluppate negli ultimi decenni sul rapporto tra esperienze artistiche, salute e benessere ed è accompagnato dalla prefazione di Pier Luigi Sacco, Catterina Seia e Annalisa Cicerchia del CCW Cultural Welfare Center. (RED/ILMOHICANO/MEDIAMOLT)
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