
Milano, 3 set. – Il mercato globale dei diamanti si sta dividendo sempre più nettamente tra le pietre commerciali di piccola caratura, sotto pressione per la crescita dei diamanti sintetici, e il segmento dei beni da collezione, dove diamanti eccezionali, pietre colorate, gioielli firmati e vintage continuano a mostrare una maggiore tenuta. È quanto emerge dal primo “Auctentic Diamond Report”, l’analisi realizzata dalla private advisory house europea Auctentic sulle trasformazioni in corso nel mercato internazionale dei diamanti, della gioielleria e degli orologi di lusso.
Con il rapporto la società inaugura un osservatorio quadrimestrale dedicato al settore, con l’obiettivo di monitorare prezzi, domanda, dinamiche del mercato secondario e fattori macroeconomici che possono incidere sulla valorizzazione e sul ricollocamento dei beni preziosi. L’analisi integra dati provenienti, tra gli altri, da Rapaport, Tenoris, The Edge Retail Academy, GJEPC, Bain & Company, McKinsey, De Beers e dalle principali case d’asta internazionali.
“L’obiettivo dell’osservatorio quadrimestrale è offrire ai privati, alle famiglie e ai professionisti del patrimonio gli strumenti per leggere la complessità di questo mercato e poter prendere decisioni consapevoli, che si tratti di vendere oggi, di attendere o semplicemente di capire cosa si ha in mano”, spiega Dov Alter, ceo e cofondatore di Auctentic. Secondo i dati forniti dalla società, Auctentic ha assistito finora quasi 10mila clienti, gestendo oltre 60 milioni di euro di asset transati e registrando una crescita annua superiore al 30%. L’Italia rappresenta il 60% delle transazioni. La principale indicazione del report è che i diamanti non possono più essere considerati come una categoria omogenea.

La pressione maggiore interessa le pietre commerciali di piccola caratura, dove la concorrenza dei lab-grown si accompagna al rallentamento dei volumi nella filiera indiana. Nei primi cinque mesi del 2026, secondo i dati riportati nell’analisi, le importazioni indiane di diamante grezzo sono diminuite del 29% e le esportazioni di lucidato del 10% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Particolarmente significativo il peso raggiunto dai diamanti sintetici nel mercato statunitense degli anelli di fidanzamento. I lab-grown rappresenterebbero ormai circa il 50% delle vendite in termini di volume, ma soltanto il 15-20% del mercato
in valore. Per Auctentic il divario evidenzia come quota di mercato e capacità di conservare valore siano diventate due grandezze molto diverse. Sul versante opposto si collocano diamanti eccezionali, pietre colorate, alta gioielleria firmata e pezzi vintage. “Nel segmento dell’alta gamma, l’interesse per i pezzi di straordinaria manifattura e per le pietre preziose uniche continua a mantenersi su livelli molto elevati, sia nei canali tradizionali che sul mercato secondario”, osserva Alter. Secondo il ceo, a sostenere la domanda sono soprattutto rarità e provenienza certificata.
A confermare la resilienza della fascia più alta sono, secondo il report, anche i risultati delle aste internazionali del primo semestre. La “Magnificent Jewels” di Christie’s a Ginevra ha raggiunto un sell-through del 99% per lotto, con l’Ocean Dream, diamante fancy vivid blue-green da 5,50 carati, aggiudicato per 13,6 milioni di franchi svizzeri. A New York, Sotheby’s ha registrato un sell-through del 98%, con un diamante blu intenso da 10,02 carati venduto per 8,7 milioni di dollari, mentre Christie’s New York ha raggiunto il 100% dei lotti venduti.
Sul settore pesa anche l’aumento dei prezzi dell’oro. Il rapporto indica che al primo luglio 2026 il metallo prezioso si attestava intorno a 4.060 dollari l’oncia, il 18% in più rispetto a un anno prima, dopo il massimo di 5.289 dollari raggiunto a gennaio. Parallelamente, l’indice statunitense dei prezzi al consumo relativo ai gioielli risultava a maggio superiore del 22% rispetto all’inizio del 2024, una crescita nettamente più elevata rispetto all’inflazione generale. Tra le variabili analizzate figura anche il cambio euro-dollaro. Dopo il rafforzamento dell’euro superiore al 12% rispetto al dollaro registrato nel 2025, secondo il report la valuta europea si è indebolita nel corso del 2026, rendendo comparativamente più accessibili agli acquirenti statunitensi i beni proposti sul mercato europeo. Auctentic segnala in particolare la presenza di compratori americani alle aste ginevrine del primo semestre, che avrebbe contribuito ad aumentare la competizione sui lotti.
“Il cambio non crea domanda dove non esiste, ma amplifica quella già presente”, sottolinea l’analisi. Per chi possiede un diamante o un gioiello di valore e sta valutando una vendita, il rapporto tra euro e dollaro diventa quindi uno degli elementi da considerare insieme alla rarità, alla qualità, alla provenienza e alla situazione della domanda internazionale. In crescita anche il segmento vintage e da collezione. Rarità, autenticità, provenienza e artigianalità d’epoca stanno attirando, secondo Auctentic, una platea più ampia di compratori, comprese le generazioni più giovani. L’interesse mediatico generato dall’anello di fidanzamento vintage-inspired indossato da Taylor Swift, con taglio Old Mine cushion di ispirazione ottocentesca, avrebbe ulteriormente acceso i riflettori sulla categoria, inserendosi però in un fenomeno già in corso.
Il report sarà aggiornato ogni quattro mesi e comprenderà il monitoraggio del mercato globale dei diamanti, dei gioielli e degli orologi di lusso. (RED/LF)
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