MILANO, 23 sett. – Centoquarantasette posti letto, di cui 88 riservati a studentesse e studenti nelle graduatorie per il diritto allo studio, nel centro di Milano. L’Università degli Studi di Milano ha inaugurato la Residenza Universitaria Santa Sofia, riaperta dopo un intervento di ristrutturazione che ha riorganizzato gli spazi abitativi e migliorato le prestazioni energetiche dell’edificio. A pochi passi da piazza Duomo, dalla sede centrale dell’ateneo in via Festa del Perdono e dal polo di medicina al Policlinico, la residenza è già in funzione e ospita studenti, tra cui i giovani palestinesi arrivati dalla Striscia di Gaza attraverso il progetto IUPALS.
Al taglio del nastro hanno partecipato la rettrice Marina Brambilla e l’assessore all’Università, Ricerca e Innovazione di Regione Lombardia, Alessandro Fermi. L’intervento ha riguardato 3.250 metri quadrati di superficie residenziale e altri 1.400 metri quadrati destinati a servizi e spazi comuni. Alla sua realizzazione hanno contribuito il ministero dell’Università e della Ricerca con quasi 1,5 milioni di euro, nell’ambito della legge 338 del 2000, e Regione Lombardia con circa 200 mila euro.
La nuova distribuzione interna comprende 94 camere singole e doppie, collocate dal terzo al settimo piano, per un totale di 147 posti destinati agli studenti e, in parte, anche a docenti e visiting professor. La struttura dispone di bar, mensa, reception, lavanderia comune, cucina, sala da pranzo con area ricreativa e sala studio. Il progetto prevede inoltre l’apertura di una terrazza al sesto piano e, al piano interrato, di una sala conferenze polifunzionale, uno spazio per riunioni e studio collaborativo, una sala musica, una palestra e un guardaroba.
“La residenzialità è un fattore strategico per l’accesso all’istruzione, la regolarità degli studi, l’internazionalizzazione e la mobilità”, ha dichiarato Brambilla. Secondo la rettrice, il diritto allo studio deve comprendere, oltre al sostegno economico, ambienti adeguati alla vita universitaria e alla socialità. La disponibilità di alloggi, ha aggiunto, è decisiva anche per Milano: per continuare ad attrarre giovani, la città deve restare accessibile.
Sul costo dell’abitare si è soffermato anche Fermi. “In una città dove il costo degli alloggi può rappresentare un ostacolo concreto per tanti studenti e per le loro famiglie, è fondamentale continuare a investire in spazi di qualità a prezzi calmierati”, ha affermato l’assessore. Consentire ai giovani di vivere e studiare a Milano a condizioni sostenibili, ha osservato, incide sia sul diritto allo studio sia sulla capacità dell’università di accogliere studenti dall’Italia e dall’estero.
Una parte dei lavori ha riguardato l’efficienza energetica. L’involucro esterno è stato riqualificato con un sistema a cappotto; sono stati installati serramenti ad alte prestazioni e una facciata ventilata con isolamento interno. L’intervento ha compreso anche la sostituzione degli impianti e l’integrazione di un sistema fotovoltaico. Le rientranze dei bow-window esistenti sono state utilizzate per inserire elementi verdi in facciata.
La riapertura di Santa Sofia si inserisce nell’ampliamento dell’offerta abitativa della Statale. Con l’apertura delle residenze Ripamonti Attendolo 8 e CX Milan Villaggio, nell’anno accademico 2026-2027 l’ateneo dichiara 1.345 posti letto disponibili per gli studenti utilmente collocati nelle graduatorie per il diritto allo studio, contro i 1.115 dell’anno precedente. Per tutti i posti assegnati attraverso queste graduatorie la tariffa applicata è di 250 euro al mese, indipendentemente dalla residenza. (RED/MEDIAMOLT)
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