MILANO, 2 OTT – Chiusura in forte ribasso per le principali Borse europee nella seduta di giovedì 1° ottobre, segnata dalle tensioni sui rendimenti obbligazionari e dai timori per l’inflazione. Piazza Affari ha terminato le contrattazioni con il Ftse Mib in calo del 2,21% a 50.237 punti. Negativi anche Francoforte, che ha perso l’1,03%, Londra, in flessione dell’1,68%, e Parigi, che ha ceduto l’1,62%. L’indice paneuropeo Stoxx 600 ha chiuso in ribasso dell’1,3%, registrando la peggiore seduta delle ultime tre settimane e toccando i livelli più bassi da oltre tre mesi. Le vendite hanno colpito soprattutto il comparto bancario europeo, arretrato del 3,7%. A Londra HSBC e Barclays hanno perso il 4,1% ciascuna, mentre Lloyds ha lasciato sul terreno il 4,5%. A Milano, tra le maggiori flessioni, Banca Mediolanum ha ceduto il 4,30%, Mediobanca il 4,23%, UniCredit il 4,07% e Intesa Sanpaolo il 4,02%. In controtendenza Fincantieri, salita del 2,70%, STMicroelectronics, in progresso dello 0,73%, e Prysmian, che ha guadagnato lo 0,69%. Tra le società a media capitalizzazione si sono distinti Reply, con un rialzo del 6,57%, e Juventus, in aumento del 4,65%; BFF Bank ha invece perso il 10,31%. Sul mercato obbligazionario italiano, nella rilevazione di fine seduta europea, lo spread tra Btp e Bund decennali è salito a 119 punti base, in aumento di 17 punti, con il rendimento del titolo italiano al 4,71%. Wall Street ha recuperato le perdite iniziali e concluso la giornata con lievi rialzi. Il Dow Jones è salito dello 0,04% a 50.926,74 punti, l’S&P 500 dello 0,20% a 7.666,48 punti e il Nasdaq Composite dello 0,04% a 26.871,60 punti. Il recupero è stato accompagnato dalla discesa dei rendimenti dei Treasury, dopo che il decennale statunitense aveva raggiunto i massimi dal 2002. A sostenere il movimento anche le indicazioni del vicepresidente della Federal Reserve, Philip Jefferson, sulla possibilità di attendere prima di ulteriori rialzi dei tassi. L’attenzione degli investitori si concentra ora sul rapporto statunitense sull’occupazione di settembre, in programma oggi, 2 ottobre, atteso per valutare la tenuta del mercato del lavoro e le prospettive della politica monetaria. (RED/MEDIAMOLT)
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