Il miglioramento economico accompagna un messaggio agli azionisti della banca senese: l’assemblea del 29 ottobre sarà determinante per la prosecuzione dell’operazione. Intesa ha comunicato che, se verrà approvato uno dei punti 3, 4 o 5 dell’ordine del giorno, non rinuncerà alle condizioni di efficacia interessate e ne invocherà il mancato avveramento. La posizione annunciata trasforma quindi il voto sulle iniziative del Monte in un passaggio decisivo anche per l’offerta concorrente.
Il confronto riguarda due differenti prospettive industriali. Da una parte l’acquisizione di Mps da parte di Intesa; dall’altra il progetto dell’amministratore delegato del Monte, Luigi Lovaglio, fondato sulle offerte pubbliche di scambio su Banco Bpm e Banca Generali. Il piano senese punta a sviluppare il gruppo attraverso nuove aggregazioni, invece di farlo confluire nell’istituto guidato da Carlo Messina.
Lovaglio aveva presentato agli investitori una lettura diversa del voto. Intervenendo il 23 settembre alla conferenza di Bank of America a Londra, l’amministratore delegato di Mps aveva sostenuto che l’assemblea dovesse preservare più alternative, senza obbligare immediatamente i soci a scegliere fra il progetto del Monte e l’offerta di Intesa. Nella sua impostazione, autorizzare le operazioni avrebbe consentito di approfondirle, lasciando agli azionisti la possibilità di aderire successivamente all’Opas.
La comunicazione di Intesa restringe questo spazio. La banca ha chiarito che considera le iniziative sottoposte al voto rilevanti per le condizioni della propria proposta. Il maggiore corrispettivo e la dichiarata indisponibilità a rinunciare a tali condizioni sono dunque le due componenti della stessa mossa: rendere l’offerta più attraente e chiarire quali decisioni assembleari ne impedirebbero la prosecuzione. Questa è la conseguenza della posizione annunciata, senza che ciò permetta di attribuire alla banca motivazioni ulteriori.
Le due acquisizioni proposte da Mps hanno, secondo Lovaglio, funzioni differenti e possono procedere separatamente. Banco Bpm apporterebbe soprattutto dimensione e sinergie; Banca Generali rafforzerebbe la gestione patrimoniale e il rapporto industriale con il gruppo assicurativo. L’amministratore delegato ha sostenuto questa impostazione nel confronto con gli investitori, cercando appoggi al percorso autonomo del Monte. Per gli azionisti occorre distinguere il voto assembleare dall’adesione all’offerta. Respingere le delibere contestate da Intesa consentirebbe, rispetto a questo specifico ostacolo, di mantenere aperta l’Opas migliorata; non equivarrebbe però a consegnare le azioni né garantirebbe il perfezionamento dell’acquisizione. Approvare anche una delle delibere indicate determinerebbe invece, secondo quanto annunciato dall’offerente, il mancato avveramento delle relative condizioni. Il 29 ottobre sarà quindi il primo snodo della scelta fra i due percorsi. (RED/MEDIAMOLT)Un servizio di agenzia.mediamolt.it