MILANO, 23 SET – “Queste sono le prime generazioni che crescono in una società dove il sesso non è più necessario alla sopravvivenza della specie”. Da questa osservazione Matteo Lancini propone di ripensare il rapporto dei giovani con la sessualità e l’intimità. Intervistato da Alessandro Milan su Radio 24 a proposito del suo libro A volte ti amo, lo psicoterapeuta ha posto una domanda: che cosa significa costruire un legame in una società in cui è possibile avere figli anche senza un rapporto sessuale?
Lancini ha richiamato il dibattito sulla cosiddetta “recessione sessuale” delle nuove generazioni, precisando che la sua riflessione riguarda non soltanto gli adolescenti, ma anche i giovani adulti fino ai trent’anni. Non ha indicato nella possibilità di avere figli senza un rapporto sessuale la causa del fenomeno: l’ha presentata come una novità che cambia il contesto in cui i giovani attribuiscono un significato al sesso. Nella società contemporanea, ha osservato, acquista peso la dimensione mentale del rapporto con l’altro; la sessualità resta però una forma di vicinanza fisica che chiama in causa l’intimità e la capacità di oltrepassare, per un momento, il confine tra sé e l’altra persona.
La stessa domanda sulla vicinanza attraversa, secondo Lancini, il modo in cui i giovani vivono la coppia. “La coppia tradizionale non esiste più”, ha detto, ricordando il passaggio dall’ideale romantico dell’amore “per sempre” a relazioni pensate come legami che durano finché le persone scelgono di restare insieme. Non si tratta, ha precisato, di difendere un modello familiare o di condannarne un altro. Il punto è comprendere come, in una società che attribuisce grande valore all’autonomia individuale, si possa trovare spazio per i bisogni di un’altra persona.
Per lo psicoterapeuta, stare in coppia significa anche negoziare tra ciò che si desidera e ciò che desidera l’altro. La prospettiva di rinunciare a qualcosa di sé, ha spiegato, può suscitare timore. È per questo che la questione non riguarda soltanto la durata dei rapporti, ma la fiducia necessaria a costruirli e la capacità di trovare “la giusta distanza” nell’intimità. (RED/MEDIAMOLT)
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