ROMA, 15 OTT – I giornalisti di Cnn, Ms Now e Politico potranno continuare ad accedere alla Casa Bianca mentre prosegue la causa contro l’amministrazione Trump, salvo una diversa decisione in appello. Il giudice federale Timothy Kelly ha confermato la protezione cautelare delle tre testate. L’amministrazione ha impugnato il provvedimento il 14 ottobre. La decisione resta provvisoria e non chiude il processo.
Nell’ordinanza, Kelly ha ritenuto che le testate abbiano probabilità di dimostrare la violazione delle garanzie costituzionali. Il giudice ha respinto la giustificazione di sicurezza nazionale, ravvisando nell’esclusione una discriminazione legata ai contenuti pubblicati. Il provvedimento riguarda l’accesso al complesso della Casa Bianca, senza risolvere la distinta questione della partecipazione al gruppo ristretto di giornalisti che segue il presidente negli spazi limitati.
Il primo intervento giudiziario risale al 24 settembre, quando Kelly aveva sospeso il bando richiamando il diritto a una procedura equa, tutelato dal Quinto emendamento. Nell’udienza dell’8 ottobre, l’avvocato delle testate, Theodore Boutrous, aveva sostenuto che l’esclusione violasse anche il Primo emendamento, posto a tutela della libertà di espressione e di stampa. Il Dipartimento di Giustizia aveva invece difeso la misura, accusando le testate di aver pubblicato informazioni riservate e false, contestazioni respinte dagli organi d’informazione.
Un precedente direttamente collegato allo stesso magistrato risale al primo mandato di Trump. Il 16 novembre 2018 Kelly ordinò di restituire temporaneamente l’accredito a Jim Acosta, allora corrispondente della Cnn dalla Casa Bianca. Il pass era stato revocato dopo un acceso confronto con il presidente durante una conferenza stampa. In quel caso il giudice fondò la decisione sulle garanzie procedurali: l’amministrazione non aveva assicurato al giornalista un percorso trasparente ed equo prima di privarlo dell’accesso. Kelly non si pronunciò allora sulla distinta questione della libertà di stampa prevista dal Primo emendamento.
Un altro contenzioso si è aperto nel febbraio 2025 con l’Associated Press. L’agenzia aveva mantenuto nei propri testi la denominazione Golfo del Messico, pur dando conto della decisione di Trump di adottare il nome Golfo d’America. La Casa Bianca aveva quindi limitato la partecipazione dei suoi giornalisti e fotografi ad alcuni eventi presidenziali, compresi appuntamenti nello Studio Ovale e a bordo dell’Air Force One.
L’8 aprile 2025 il giudice federale Trevor McFadden ordinò di rimuovere quelle restrizioni durante la causa, ritenendo che il governo non potesse penalizzare l’agenzia per le sue scelte editoriali. La decisione fu però successivamente sospesa in appello: il 22 luglio la corte d’appello rifiutò di eliminare le limitazioni all’accesso. Quel passaggio mostra come un’ordinanza favorevole alle testate possa essere modificata nei successivi gradi di giudizio.
(RED/MEDIAMOLT)
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