MILANO, 15 OTT – Le amicizie messe alla prova dalla montagna, una scuola costruita in Nepal e l’incontro con Shakespeare che diventa scoperta del proprio mestiere. ATIR prosegue al Teatro Elfo Puccini di Milano i festeggiamenti per i trent’anni con quattro titoli del proprio repertorio, in programma dal 27 ottobre al 2 novembre. La compagnia, nata nel 1996 per iniziativa di un gruppo di allieve e allievi della Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi, torna sul palco dell’Elfo con la “Trilogia della montagna” e “Di a da in con su per tra fra Shakespeare”. Ad aprire il programma, il 27 e 28 ottobre in sala Bausch, sarà “(S)legati”, scritto e interpretato da Jacopo Maria Bicocchi e Mattia Fabris. Lo spettacolo ripercorre la vicenda degli alpinisti Joe Simpson e Simon Yates sul Siula Grande, nelle Ande peruviane. Durante la discesa Simpson si rompe una gamba e il tentativo di raggiungere una vetta si trasforma in una lotta per tornare vivi. Un nuovo incidente costringe Yates a tagliare la corda che lo lega al compagno: una scelta estrema dalla quale prende forma un racconto sulla sopravvivenza, sulla responsabilità e sui legami. Le luci sono di Alessandro Verazzi, le musiche di Sandra Zoccolan. Bicocchi e Fabris torneranno in scena il 29 e 30 ottobre con “Un alt(r)o Everest”, dedicato alla storia di Jim Davidson e Mike Price, due amici che nel 1992 affrontano il Monte Rainier, nello Stato di Washington. Anche in questo caso la spedizione diventa il punto di partenza per raccontare un rapporto umano, il dolore dell’assenza e le conseguenze di un’esperienza che continua oltre il tempo della scalata. Lo spettacolo, prodotto da ATIR con il sostegno di NEXT 2016, ha le scene di Maria Spazzi, le luci di Alessandro Verazzi e le scelte musicali di Sandra Zoccolan. Il 31 ottobre e il 1° novembre la trilogia si chiuderà con “Anche i sogni impossibili. Il quindicesimo ottomila di Fausto De Stefani”, ancora di e con Bicocchi e Fabris. Al centro c’è il percorso dell’alpinista e il suo impegno per la Rarahil Memorial School, nella valle di Katmandu. La scuola in Nepal è il “quindicesimo ottomila” evocato dal titolo: un progetto che sposta l’attenzione dalla conquista delle vette alle opportunità da costruire per gli altri, soprattutto per i più giovani. La produzione è di ATIR, in collaborazione con Montura e con il sostegno di NEXT, edizione 2022/2023, progetto di Regione Lombardia e Fondazione Cariplo. Le scene sono di Lucia Rho, il disegno luci di Roberta Faiolo. Il 2 novembre il programma si trasferirà in sala Shakespeare per “Di a da in con su per tra fra Shakespeare”. Serena Sinigaglia, autrice e interprete, ripercorrerà il proprio rapporto con il drammaturgo inglese, dagli ostacoli iniziali alla scoperta di una scrittura capace di parlare alla sua vita e al suo lavoro. Con lei saranno in scena Arianna Scommegna e Mattia Fabris, per la scena del balcone di “Romeo e Giulietta” e per il finale di “Re Lear”. È “la storia di come io e Shakespeare ci siamo prima odiati e poi amati pazzamente”, spiega Sinigaglia nelle note dello spettacolo. Un racconto che attraversa la giovinezza e le prime regie, fino alla consapevolezza del rapporto personale che rende possibile l’incontro con un classico. “La cultura è relazione, sempre. Relazione tra le persone, tra i ricordi, tra le emozioni, tra i pensieri”, osserva la regista. Gli spettacoli della “Trilogia della montagna” inizieranno alle 19 dal martedì al sabato e alle 15 la domenica. L’appuntamento con Shakespeare è fissato per lunedì 2 novembre alle 20. Il Teatro Elfo Puccini si trova in corso Buenos Aires 33. (RED/MEDIAMOLT)
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