
MILANO, 28 OTTOBRE 2026 – Le esportazioni italiane della filiera legno-arredo diminuiscono del 3,9% nei primi sette mesi del 2026 rispetto allo stesso periodo del 2025. A pesare sono soprattutto Francia (-4,4%), Stati Uniti (-9,4%) e Germania (-7,4%): i tre principali mercati di destinazione determinano complessivamente oltre 288 milioni di euro di export in meno. I dati, elaborati dal Centro Studi FederlegnoArredo su base Eurostat, sono stati presentati in occasione dell’Assemblea generale della federazione, svoltasi il 27 ottobre alla Triennale Milano, con il passaggio di consegne da Claudio Feltrin a Elia Vismara, eletto presidente per il quadriennio 2026-2030. “L’internazionalizzazione resta una leva fondamentale per la crescita della nostra filiera, ma oggi non possiamo limitarci a invitare le imprese a cercare nuovi mercati: dobbiamo creare le condizioni perché possano raggiungerli e competere ad armi pari”, ha dichiarato Vismara. Tra le priorità indicate dal presidente figurano il contrasto alla concorrenza sleale, l’accesso equo ai mercati e alle materie prime e gli investimenti nelle competenze e nella formazione delle nuove generazioni. L’Europa assorbe il 69,1% delle esportazioni della filiera, contro il 67,7% dello stesso periodo del 2025, con la sola Unione europea al 53% del totale. L’aumento del peso europeo riflette una contrazione delle vendite più contenuta nel continente (-2%) rispetto al resto del mondo (-7,9%). Nell’Ue27 la flessione è del 2,4%, mentre nei Paesi europei extra Ue si ferma allo 0,6%. Tra le aree più penalizzate il Medio Oriente (-10,8%), con l’Arabia Saudita in calo del 23,3% e gli Emirati Arabi Uniti dell’8,3%. In controtendenza Spagna (+5,4%) e Svizzera (+4,7%), mentre Turchia (+13,9%) e Grecia (+9,8%) registrano incrementi più sostenuti, pur su volumi inferiori. Sul ruolo del Salone del Mobile.Milano è intervenuta la presidente Maria Porro, che ha definito la manifestazione “un’infrastruttura strategica per la competitività del Paese”. Per Porro, la capacità di attrarre in Italia la domanda globale e generare opportunità commerciali deve inserirsi in una visione di politica industriale, sostenuta da investimenti e da un’azione comune della filiera. All’assemblea sono intervenuti anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani, con un videomessaggio, il presidente di Confindustria Emanuele Orsini, intervistato da Andrea Cabrini, e Paolo Magri, presidente del Comitato scientifico dell’Ispi. (RED/LUXURY&FINANCE)
Un servizio di agenzia.mediamolt.it