
Milano, 30 ottobre 2026 – Residenza anagrafica, accesso ai servizi sociosanitari, attivazione delle utenze domestiche e possibilità di presentare domanda per una casa popolare anche per le famiglie che occupano abusivamente un immobile, purché si trovino in condizioni di particolare fragilità. È quanto prevede un atto di indirizzo politico del Comune di Milano, firmato dagli assessori Lamberto Bertolé, Fabio Bottero, Marco Granelli e Gaia Romani, che introduce l’applicazione della deroga prevista dall’articolo 5 del decreto legge 47 del 2014, il decreto Renzi-Lupi. Il provvedimento riguarda anche le occupazioni irregolari di alloggi di edilizia residenziale pubblica (Erp) e punta a garantire i diritti fondamentali ai nuclei più vulnerabili, senza attribuire alcun titolo giuridico sull’immobile occupato. Una possibilità già prevista dalla normativa nazionale e applicata, secondo Palazzo Marino, anche in città come Roma, Torino e Palermo. La deroga potrà essere concessa attraverso un’ordinanza del sindaco, dopo un’istruttoria finalizzata ad accertare la presenza di specifiche condizioni di vulnerabilità. Potranno beneficiarne i nuclei familiari nei quali siano presenti minorenni, donne in gravidanza, persone con più di 70 anni oppure con un’invalidità pari o superiore al 67%. Nessun componente della famiglia dovrà inoltre possedere, anche in usufrutto, altri appartamenti nel territorio regionale. La misura avrà una validità massima di tre anni e consentirà, nei casi previsti, di superare i divieti di iscrizione anagrafica e di accesso ai servizi pubblici stabiliti dalla normativa contro le occupazioni abusive. Sarà inoltre possibile attivare regolari contratti per le forniture di acqua, energia elettrica e gas, con l’obiettivo di garantire condizioni igienico-sanitarie adeguate e ridurre i rischi per la sicurezza. “Questa è soprattutto una questione di dignità: anche chi vive in situazioni di vulnerabilità sociale e sanitaria, sebbene in una condizione abitativa irregolare, deve vedersi riconosciuti i diritti fondamentali”, spiegano congiuntamente gli assessori Lamberto Bertolé, Fabio Bottero, Marco Granelli e Gaia Romani. Il Comune richiama in particolare la situazione verificatasi in via Quarti, dove decine di famiglie con bambini, persone con disabilità e anziani si sono trovate a vivere senza luce e riscaldamento oppure con allacciamenti abusivi, potenzialmente pericolosi. L’obiettivo è intervenire prima che situazioni analoghe si trasformino in emergenze sociali e sanitarie. Un altro elemento centrale riguarda l’accesso all’edilizia residenziale pubblica. I nuclei che occupano irregolarmente una casa popolare e ottengono la deroga potranno presentare domanda per un alloggio dei Servizi abitativi pubblici (Sap) o dei Servizi abitativi transitori (Sat). L’eventuale assegnazione resterà subordinata al possesso dei requisiti e al completamento delle procedure previste dalla normativa regionale. La decisione interviene anche alla luce delle modifiche alla legislazione lombarda introdotte nel giugno 2025, che, secondo l’Amministrazione, hanno limitato la possibilità di utilizzare i servizi abitativi transitori per affrontare il disagio dei nuclei occupanti più fragili, come era avvenuto in passato nei casi di Vaiano Valle e via Bolla. Palazzo Marino sottolinea che la deroga non costituisce una sanatoria delle occupazioni abusive e non modifica l’impegno dell’Amministrazione nel contrasto al fenomeno. Secondo i dati comunali, gli alloggi di proprietà del Comune occupati irregolarmente sono diminuiti da 1.740 nel 2014 a 459 nel 2025, con una riduzione di circa il 74% in undici anni. “Non si tratta solo di un atto formale, ma di una decisione che ha un impatto reale sulla vita delle persone”, affermano gli assessori, evidenziando come l’accesso alla residenza e ai servizi pubblici possa contribuire alla convivenza civile, alla coesione sociale e alla sicurezza dei quartieri. (RED/ILMOHICANO)
Un servizio di agenzia.mediamolt.it